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Buona lettura!

LA LETTERA DI MICHELE: un uomo normale

 

Gentile Stefano,

ti premetto che questa e-mail sarà un po’ insolita, perché la mia sarebbe una storia di un comune ex- Testimone di Geova che, una volta dissociato da tale organizzazione, incontra tutte le tipiche e prevedibili conseguenze dovute all’emarginazione, messa in atto da coloro che si erigono giudici al posto di Dio stesso.

Dico "sarebbe", perché non voglio star qui a polemizzare sulle lacune e le contraddizioni di questa religione, perché altri prima di me e come te lo hanno fatto e detto esaurientemente in questo tuo sito e in altri ancora. Infatti, condivido tutto il disagio che emerge dalle esperienze che ho letto e riletto nel tempo, quasi a descrivere in molti casi le mie stesse vicende, reazioni, ferite emotive, sociali e morali che ho attraversato sia nei miei 25 anni di militanza tra i T.G., sia dopo da dissociato. Sicuramente ho anch’io la mia esperienza personale da raccontare per contribuire a smantellare questa figura di paradiso spirituale che si creda appartenga solamente ai T.G.; ma per il momento, mi limiterò ad esporre solamente una considerazione rivolta proprio a coloro che sono nella mia stessa situazione e cioè ai dissociati o coloro che sono stati espulsi per motivi di "nobil

causa", ossia perché sono proprietari di un cervello, perché sono stanchi dell’ipocrisia e non si sottomettono alle gerarchie di persone che sono represse e hanno perso e fanno perdere agli altri il giusto amore per la vita come esseri umani. (vedi i crescenti casi di depressione, suicidi o tentati suicidi, divorzi e scandali che accadono all’interno dell’organizzazione, per non parlare di tutto quello che viene sapientemente occultato……).

Dicevo, appunto, di avere una considerazione da esporre ed è la seguente: ho notato nella maggioranza delle decine di esperienze vissute dagli ex-T.G. che ho analizzato attentamente, come emerge in maniera sottile, quel senso di autocommiserazione, di eccessivo vittimismo e quel tipico bisogno, condizionato sicuramente dagli anni trascorsi nei T.G., di giustificare ancora la propria decisione di lasciare il gruppo, motivando i vari chi, perché, come, ecc.., come per ripetere a sé stessi che hanno fatto la cosa giusta. Ma certo che non hanno sbagliato a lasciare questo culto dopo anni di dubbi e tentennamenti e posso capire lo sfogo emotivo che ne deriva. Penso che molti, come me, non abbiano lasciato Dio, ma abbandonato "l’uomo" perché a parere mio, nessuna religione al mondo può intercedere tra Dio e un essere umano e per quanti divieti, restrizioni e scomuniche, come quella della disassociazione, possano derivarne, niente potrà eliminare lo spirito e la buona relazione che può esserci con un Essere così superiore e amorevole come Dio stesso.

Quindi, una volta scartato il fattore "uomo", anche i problemi e le controversie createsi dovrebbero dileguarsi……lo dico al condizionale però, perché buona parte di coloro che lasciano i T.G., si scagliano con troppo odio di parte in una interminabile guerra di posizione per contestare qualsiasi riga, parola o virgola della dottrina geovista. Ma perché tanto chiasso? A che serve scagliarsi contro un’organizzazione che fatto del silenzio e dell’isolamento sociale il suo punto di forza, respingendo qualsiasi "dardo infuocato" di coloro che dissentono? In fin dei conti, questi che ora sono degli "apostati" (come sono definiti dai T.G.) e riscoperti "teologi", fino a qualche tempo fa erano forse dei zelanti, fanatici predicatori, "nominati" con delle responsabilità "teocratiche" e sembravano avessero la benzina in corpo quando parlavano di Dio e di Armaghedon……e ora sono così avvelenati che per sfida abbracciano un’altra religione come il cattolicesimo, cadendo dalla padella alla brace, sottoponendosi alla cresima e sacramenti vari per sposarsi in chiesa! Non è desolante tutto questo? Non commettono un compromesso maggiore e peggiore di tutte le contraddizioni che si vogliono additare ai T.G.?!

Inoltre, dato che noi dissidenti siamo come dei morti per loro (e a loro dire lo dovremmo essere se fossimo ancora sotto la legge mosaica!), perché non ricominciare a vivere serenamente e a testa alta provando a noi stessi che possiamo essere ugualmente delle brave persone senza il loro controllo, ignorandoli perché lo vogliamo noi e non perché è una disciplina che spetta a loro impartire, ringraziando semplicemente il Signore che ora siamo liberi dalle loro oppressive e tormentate regole farisaiche?

A coloro che spero leggeranno queste righe, auguro di non cadere ancora vittime di se stesse con crisi esistenziali o di coloro che dicono di avere la giusta interpretazione della verità, facendo propaganda estremista per mettere in guardia altri contro i T.G.; se una persona del "mondo" vuole avvicinarsi al loro credo, dissuaderla dal farlo produrrà in molti casi solo l’effetto contrario e questo perché, evidentemente, la sua mente è tarata per quel tipo di vita lì e passivamente desidera che altri programmino la sua vita in qualsiasi frangente, insomma, alla fine è anche una questione di personalità. Poi gli anni che seguiranno, renderanno l’individuo o completamente istituzionalizzato oppure un riformato perché non idoneo come T.G. e uscirne poi sarà veramente dura. Questo lo posso dire anch’io sulla mia persona, dato che non è da molto che mi sono dissociato e anch’io mi sono sentito i primi tempi smarrito e frastornato emotivamente a motivo degli anni di isolamento promosso dai T.G. Ma per fortuna mia, il tempo e la parte essenziale della famiglia che mi rimane vicino, sono un’ottima cura e piano piano comincio ad assaporare il gusto di cercare di essere un buon marito e padre di famiglia non come T.G., ma semplicemente come un normalissimo essere umano.

 

Ciao Michele,

ti ringrazio della lettera a cui non credo di dover aggiungere altro, mi pare esauriente e la condivido quasi completamente. Anche io ho incontrato molti ex Testimoni (da quelli che tu chiami "avvelenati" a quelli che invece non ne vogliono più parlare e basta) e ho sentito molte storie, l’esperienza settaria lascia una traccia profonda , non si può recuperare il tempo perduto ma si può e si deve ritrovare la propria autonomia e organizzare la propria vita in modo produttivo e soddisfacente: Solo una nota, se consenti, che è solo la mia opinione. Premesso che (se credenti) si è anche consapevoli che Dio non ha mai smesso di amarci anche nei momenti più difficili (quelli in cui la confusione è tanta e la fede vacilla) non credo che la

scelta di aderire a una Chiesa significhi necessariamente "cadere dalla padella alla brace", è semplicemente una scelta proprio come quella di non aderirvi, ognuno ha il suo percorso, essenziale è seguirlo con maggior consapevolezza e nel rispetto delle differenti scelte altrui. Questo è un principio in cui credo e che precede qualsiasi opinione religiosa o dottrinale io possa avere, spero capirai se non uso questo sito per fare "propaganda" ma ultimamente…sono un po’ fuori esercizio e nella borsa tengo i libri dell’ Università (a cui mi sono iscritto da adulto) e qualche buon giallo per ammazzare il tempo nei mie spostamenti per la città con i mezzi pubblici, spero di poter ancora conoscere e condividere idee ed esperienze con altri normalissimi esseri umani come te perché questa è l’unica dimensione in cui mi trovo a mio agio.

Stefano