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Traduzioni dal sito "Sahaja Yoga Facts" L'istruzione in Sahaja YogaIntervista con un diplomato della International Sahaj Public SchoolSYFacts: Raccontaci il tuo background. Lance: Sono nato e cresciuto in Sahaja Yoga, che mi è stata data come religione. Ho studiato a lungo alla International Sahaj Public School, dove ho vissuto molte esperienze, sia buone che cattive. Da sei anni non mi ritengo più un credente in Sahaja Yoga, e questo periodo comprende anche un certo tempo trascorso nella scuola. Ovviamente, all'epoca non parlai della mia disaffezione. Non sono anti Sahaja Yoga, nonostante sia un ex membro. Non ho amarezze e mi piacciono le esperienze (soprattutto quelle che mi hanno permesso di incontrare così tanta gente diversa, di paesi diversi) e gli amici che mi sono fatto. In posti come la scuola in India ti fai davvero dei buoni amici. È raro conoscere gente con cui puoi parlare di esperienze molto personali, come quelle in India, e che sappiano esattamente che cosa intendi. Mi è di aiuto avere intorno tanta gente che conosco bene, e che proviene da luoghi come la scuola in India. SYF: So che hai alcune critiche da fare al sito web Sahaja Yoga: Facts. Potresti esporcele? L.: Vorrei discutere su alcune affermazioni e generalizzazioni fatte sulla scuola. Mi riferisco all'articolo intitolato "L'esperienza di due genitori nella scuola in India". L'istruzione non è di standard basso, è soltanto diversa. Alcune materie come scienze e matematica sono in realtà insegnate in modo migliore che in altri paesi. Altre, come la storia e l'educazione civica, sono più o meno lo stesso, ma il soggetto è molto diverso, anche se per me non è mai stato un problema. Sfortunatamente l'inglese era carente essendo insegnato come seconda lingua, nonostante per me fosse la prima. Lo stesso problema riguardava anche altri ragazzi europei, a cui non veniva insegnata la loro madre lingua ad un livello sufficiente per far fronte ai livelli richiesti nei loro rispettivi paesi. Spero di aver fornito un quadro equilibrato, adesso. SYF: Si tratta di buoni commenti. Le testimonianze sono opinioni personali e possono riflettersi sull'esperienza personale, piuttosto che su quella generale. Siamo felici di poter includere un punto di vista diverso. Secondo te, quanti ragazzi hanno frequentato la scuola indiana? L.: Dal 1993 ad oggi circa 170-180 ogni anno. Non so di preciso quanti abbiano frequentato la scuola, ma direi 230-240 in totale. SYF: Recentemente ci è stata inoltrata questa e-mail, proveniente dal leader nazionale australiano:
Naturalmente tutti i genitori vogliono il meglio per i loro figli, e nella società moderna esistono molti problemi sociali. Sahaja Yoga rende la gente ancora più timorosa di tali problemi, poi presenta la scuola come una panacea. La scuola semplicemente sostituisce una serie di problemi con un'altra serie di problemi, e i genitori non sono presenti per aiutare i figli nei momenti duri. L'ultima frase riassume molto bene il problema, "assicuratevi che i ragazzi non abbiano problemi di comportamento, comprese immoralità e tossicodipendenze". Innanzitutto, la scuola ha scarsissima capacità di trattare i ragazzi problematici. Quando qualcuno viene considerato tale, la colpa ricade sui genitori e sulla società occidentale. Un mio amico venne rimandato a casa all'inizio dell'anno, e i suoi genitori erano tremendamente preoccupati per questo loro "ragazzo problematico", talmente negativo da essere rispedito al mittente. In realtà è un ragazzo molto intelligente e ben educato. Scusami se ti sembro un po' critico, ma nutrivo fortissime speranze che la scuola fosse adeguatamente riformata e gestita. Sembra però che non lo sarà, almeno per i prossimi anni. SYF: Sei al corrente delle trasformazioni che stanno avvenendo nella scuola? L.: La scuola sta vivendo grandi riforme. Credo stiano cercando di attirare più insegnanti occidentali. Hanno davvero bisogno di revisionare completamente il sistema. Ma credo che la burocrazia fermerà tutto. Nella scuola non va tutto male. Hanno riconosciuto che il suo stato attuale è un vero disastro. Il responsabile della riforma è il leader australiano, ma se devo essere onesto non credo che possa fare molto. La prima cosa che ha fatto è stato eliminare il piano di studi internazionale, il che è stata una pessima mossa. Nella scuola c'è ottimo personale, ma sembrano paralizzati, incapaci di apportare qualsiasi cambiamento. SYF: Un anno fa abbiamo sentito dire che Shri Mataji non voleva insegnanti occidentali. Adesso sembra che abbia cambiato idea. L.: Di solito gli occidentali non sono particolarmente benvenuti. Tuttavia di recente questa politica è stata cambiata, e nella scuola vengono ammessi insegnanti o personale stranieri. Però stipendio e condizioni sono molto bassi per gli standard occidentali, così tanta gente ci va per fare l'esperienza, o per le "vibrazioni". Probabilmente sono ancora alla ricerca disperata di insegnanti. Ci sono stati casi in cui lavoratori stranieri sono stati espulsi dalla scuola senza preavviso, dopo aver lavorato un sacco, senza essere pagati e senza avere i mezzi per tornare a casa. SYF: Di recente abbiamo sentito dire che Shri Mataji starebbe pensando di chiudere la scuola. È su un terreno di proprietà di Yogi Mahajan, che è stato buttato fuori da Sahaja Yoga. Sembra che genitori svizzeri e austriaci stiano chiedendo a Shri Mataji di non farlo. L.: Credo che ora il terreno in realtà appartenga a Shri Mataji. C'è stato un grosso scambio di denaro (credo 3.000.000 di rupie) tra i Mahajan e Shri Mataji. Almeno così sono stati giustificati gli aumenti di retta scolastica. Il terreno su cui sorge la scuola è stato diviso in due parti, metà per gli edifici scolastici, e l'altra metà a qualcuno della famiglia Mahajan. Hanno messo un recinto di filo spinato, in modo che non si potesse andare dall'altra parte, ma non era certo quello a fermarci. Se chiudessero la scuola sarei sorpreso, hanno costruito un sacco, e vi hanno investito molto. È anche un po' il simbolo Sahaj. Sta diventando un'istituzione molto radicata. Se venisse chiusa, il fatto si rifletterebbe negativamente su Shri Mataji, anche se lei darebbe la colpa ai "ragazzi occidentali negativi", ai loro "genitori troppo materialisti" o a qualche altro capro espiatorio. Mi sembra strano che Mahajan sia fuori da Sahaja Yoga. Chi organizzerà i matrimoni, adesso? In effetti sul vostro forum di discussione ho letto un sacco di cose sui matrimoni combinati di Sahaja Yoga, ma penso che pochi di voi si rendano pienamente conto di quanto ridicolo sia il sistema. La gente non realizza chi è che in effetti combina i partners. Nell'ultimo India Tour che ho fatto ho incontrato Pragya, la figlia di Mahajan, che conoscevo dai tempi della scuola. Mentre chiacchieravamo mi ha raccontato dei matrimoni, dicendomi che combinava le coppie insieme al padre. Mi è sembrata davvero una bizzarria. SYF: In che modo lavoravate alla scuola indiana? L.: C'era un sacco di pressione. Alla fine i risultati erano solitamente buoni, ma ci facevano lavorare moltissimo. Probabilmente la pressione era troppo forte per troppo tempo. SYF: Come ti sei adattato alla scuola normale dopo l'esperienza indiana? Sei riuscito a farti amici con facilità fuori dal contesto Sahaja Yoga? L.: Per circa un anno ho fatto fatica. Adesso non ho più problemi. Ora ho molti amici fuori da Sahaja Yoga. Prima di andare alla scuola indiana riuscivo a farmi un sacco di amici, ma al ritorno avevo perso un po' di smalto. Molti altri che sono stati alla scuola indiana fanno amicizia lentamente, sembra essere un tratto comune tra gli allievi della scuola indiana. Del resto è comprensibile, dopo aver trascorso tanto tempo in una comunità chiusa. SYF: Molti di noi sono entrati in Sahaja Yoga da giovani adulti, e abbiamo trovato molto duro lasciarci alle spalle tutto ciò in cui avevano creduto, di cui ci eravamo fidati, o che avevamo sognato. Perciò pensavo che per chi è nato in Sahaja Yoga sarebbe stato impossibile uscirne. L.: Credo che lasciare Sahaja Yoga da grandi sia più difficile. Io ho molti amici sia dentro che fuori, non dipendo più da Sahaja Yoga. Quando si è più vecchi diventa quasi impossibile lasciare una comunità ed entrare in un'altra, indipendentemente da quanto dannosa sia quella comunità. Sarebbe semplicemente troppo difficile. La libertà che ho avuto dopo aver lasciato il gruppo è stata incredibile. Non mi sentivo più in colpa quando facevo le cose più banali, come non sedere con le mani in fuori, o non far oscillare il mio cibo. Non mi sentivo obbligato a sentirmi costantemente indegno e debole. Qualsiasi cosa positiva accadesse si pensava fosse una benedizione immeritata, mentre qualsiasi cosa negativa era colpa nostra. Sono sicuro che molti degli altri provano esattamente le stesse cose, così come quelli con cui ho parlato. SYF: Come ti sembra la scuola indiana, paragonata alla pre-scuola di Roma? L.: Non so molto in realtà sulla pre-scuola di Roma. Credo che Roma fosse addirittura peggiore dell'India. Chi la gestisce non è così "virtuoso" come G. e il resto della dirigenza romana. Poi ci si aspetterebbe che la scuola di Roma avesse standard superiori, visto che si trova in un paese del primo mondo con facile accesso a qualsiasi cosa serva, a differenza della scuola indiana. In realtà, il problema pidocchi della scuola indiana è stato ereditato da quella romana. Il mix di pidocchi indiani/italiani era invulnerabile. Per sbarazzarcene l'unica soluzione era rasarsi completamente. Noi ragazzi lo facevamo spesso perciò non era un grosso problema, ma le povere ragazze... SYF: Se fosse per G., le condizioni di Roma sarebbero spaventose come all'inizio. G. è stato abbastanza furbo da apportare alcuni miglioramenti tattici per minimizzare le lamentele dei genitori, ma ci sono stati momenti in cui bambini di 2-5 anni non erano nemmeno nutriti in modo adeguato. Molti genitori sanno che teneva per sé i soldi della scuola. L.: Sembra la scuola in India. Sparivano sempre soldi, ma licenziavano il ragioniere piuttosto che scoprire dove finivano. Durante il primo anno, anche il preside rubacchiava ai ragazzi! Ricordo che all'improvviso ricevette due giacchette di pelle, contemporaneamente alla scomparsa di capi simili dal pacco di uno dei ragazzi; aveva sempre un sacco di cibo o dolci francesi/ italiani/ svizzeri. In vita mia non ho mai conosciuto un altro tipaccio come G.. Ebbi il mio primo incontro con lui a Ganapatipule, durante l'India tour 1991/92, stavo camminando tra le tende. Ci fermò, e chiese al mio amico Vinayaka (che ha lasciato Sahaja Yoga da tempo) "Come ti chiami?". Lui rispose "Vinayaka", e G. "sei sicuro?". Vinayaka rispose "sì". G. allora lo colpì in faccia con il pugno chiuso: "non replicare!" Ero terrorizzato. Non avevamo più di dieci anni. Scappai via, e quanto reincontrai Vinayaka, poco dopo, aveva la faccia nera e blu. Altri ragazzi mi raccontarono storie simili a proposito della "scuola" di Roma. Ci sarebbero altri episodi da raccontare, ma il mio preferito accadde durante l'ultimo India Tour a cui partecipai con la scuola. G. buttò fuori dalla tenda dove noi ragazzi dormivamo tutta la nostra roba, e la prese per sé pochi dei suoi amici, nonostante la mancanza cronica di spazio a Ganapatipule quell'anno. In seguito la tenda si incendiò e perdettero tutte le loro cose. G. era in generale molto liberale con i pugni, e in particolare durante l'India Tour in cui picchiò Vinayaka. Quell'anno ebbi grossi problemi con lui, e anche con Mr. Kaluzny, anche se credo sia passato a miglior vita qualche anno fa, e probabilmente non è bello parlare male di chi non c'è più. SYF: a sua difesa si potrebbe dire che Mathias Kaluzny era davvero un brav'uomo, di buon cuore, prima che Sahaja Yoga lo cambiasse completamente. Alcuni Sahaja Yogi che gli erano vicini sanno come le circostanze ingiuste sperimentate nel gruppo l'avessero cambiato. L.: I problemi con Mr. Kazuny iniziarono quando lasciai che suo figlio prendesse a prestito uno dei miei libri della trilogia del Signore degli Anelli. Si diceva che fossero una lettura negativa, e così una notte tardi, a Ganapatipule (dopo uno di quei concerti che vanno avanti fino alle ore piccole), Mr. Kazuny mi svegliò. Ero molto stanco e nonostante continuasse a scuotermi mi riaddormentavo. Si arrabbiò molto e minacciò di prendermi a schiaffi se non restavo sveglio. Fortunatamente nei paraggi c'era una signora australiana che venne in mio soccorso e lo fermò. Ero mezzo addormentato e molto confuso, e lui buttava all'aria la mia roba in cerca dei libri. Alla fine li prese tutti e li bruciò. Poi Shri Mataji mi tenne una lezione, di fronte a circa 100 persone, su come ero negativo, poiché avevo libri negativi. Non riesco davvero a capirne il motivo, erano tutti classici. E nemmeno avevo molto tempo per leggerli. Non c'è nulla che ti intimorisce e ti fa sentire più in colpa del pensare che Dio è molto, molto arrabbiato con te. È un peccato che la gente diventi così, perché, come hai detto tu, probabilmente era davvero una persona a modo. Sono contento di poter guardare indietro con un certo distacco, adesso, perché all'epoca avrei voluto semplicemente scomparire. SYF: Sembra un po' contraddittorio che Shri Mataji si sia infuriata con te per aver letto Tolkien, visto che a quanto pare Il Signore degli Anelli è uno dei film preferito dei Sahaja Yogi: Film Review Website. L.: Il sito web Sahaj Film è un po' contraddittorio, considerando che ho avuto tanti problemi proprio perché in India avevo Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Per alcuni è facile "dimenticarsi" di certe cose quando non fa comodo. SYF: Quali che siano i pro e contro del sistema educativo Sahaja Yoga, sembra che tu sia diventato un giovane intelligente ed eloquente. Vorrei ringraziarti per aver parlato con noi.
Ho deciso di tradurre e riportare alcune testimonianze personali di ex membri. Si tratta di testimonianze critiche e non certo lusinghiere. Naturalmente non mi assumo la responsabilità delle affermazioni fatte dagli estensori di questi scritti, mi sono limitata a tradurli e riproporli, e rimando al sito di provenienza. Mi è stato chiesto più volte: perché riporti solo testimonianze critiche? Esistono tanti membri soddisfatti della loro appartenenza, che potrebbero raccontarti quanto sono felici, realizzati, quanto il loro gruppo li ha fatti star bene. Non ne dubito. Il fatto è che la reperibilità di tali testimonianze è facile. Siti Web e pubblicazioni ufficiali, facendo domande in uno dei centri del gruppo. Gli organi ufficiali non riportano mai testimonianze di scontentezza, di crisi, di dubbi, di contraddizioni rilevate, di critica. Quasi che non esistessero affatto. Risulta pertanto molto più difficile riuscire a sentire l?altra voce della campana. Altrettanto importante. Chi se n?è andato, chi ha sofferto non ha a disposizione pubblicazioni patinate, centri, ashram. Quando è fortunato ha a disposizione un piccolo sito web, che il più delle volte deve pagarsi di tasca propria, non con le ?donazioni? dei seguaci. Quando va male viene definito "apostata", bugiardo, strumento di qualche ipotetico quanto improbabile "complotto" ai danni del guru di turno. Oppure "scemo" per essersi fatto "fregare". «A me non sarebbe mai successo» commenta spesso l'intelligentone di turno. Atteggiamenti che certo non invogliano chi ha sofferto a farsi ferire una seconda volta. Ecco perché ho deciso di dare voce a queste persone. Lo faccio senza esprimere giudizi di merito, solo come contributo alla riflessione. Alessia |