A.R.I.S. Toscana


Una setta è un gruppo fortemente manipolativo che sfrutta i suoi membri e può provocare danno psicologico, finanziario e fisico. Esso detta in modo assoluto comportamento, pensieri ed emozioni dei seguaci. Utilizza tecniche manipolative per trasformare la nuova recluta in un membro leale, obbediente e sottomesso. Le sette solitamente sostengono status speciali per sé o per i propri leaders, che solitamente li pongono in opposizione alla società e/o alla famiglia. Le sette nascondono ai potenziali membri la loro vera natura e scopi, adottando un comportamento ingannevole al fine di attrarre nuovi membri.

Le caratteristiche distintive di tali gruppi sono:

** Il gruppo è incentrato su un leader vivente a cui i membri sembrano dedicare una dedizione eccessivamente zelante e acritica;

** La dirigenza detta, a volte nel minimo dettaglio, come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire. Ad esempio, i membri devono ottenere il permesso dei leader per appuntamenti sentimentali, cambio di lavoro, matrimonio; i leader possono prescrivere quali tipi di abiti indossare, dove vivere, come disciplinare i figli e così via;

** Il gruppo è assorbito dalla raccolta di denaro. Il gruppo insegna o lascia a intendere che i suoi presunti, esaltati fini giustificano mezzi che i membri

avrebbero considerato immorali prima di unirsi al gruppo (ad esempio raccogliere soldi per fini caritativi fasulli);

** Il leader del gruppo non deve rispondere ad alcuna autorità;

** La servilità dei membri verso il gruppo provoca il taglio dei legami con famiglia e amici, e la rinuncia ad obiettivi e attività personali che erano di loro interesse prima dell’affiliazione al gruppo;

** I membri vengono incoraggiati o viene loro richiesto di vivere e/o socializzare unicamente con gli altri membri;

** Critiche, dubbi e dissenso vengono scoraggiati se non addirittura puniti. Vengono utilizzate tecniche di obnubilamento mentale (come meditazione, salmodiamento, gergo, sedute di denuncia, routine di lavoro debilitante) per sopprimere i dubbi sul gruppo o i suoi leaders.

Un modo di concettualizzare realtà e società dividendole in due blocchi

monolitici (bianco/nero, salvato/dannato, bene/male). All’interno di questo

schema non vi è spazio per le zone di grigio. Individui e movimenti con questa impostazione di pensiero si classificano automaticamente nella categoria dei puri e dei salvati. Ne consegue che cerchino capri espiatori per spiegare i problemi sperimentati da sé stessi o dalla società. Il pensiero settario può indurre intolleranza ed estremismo, ed è particolarmente prevalente in momenti di crisi personale, sociale o economica

 

ALCUNE DEFINIZIONI DEL TERMINE “SETTA”



DA: RAPPORTO GUYARD “LE SETTE IN FRANCIA 1995”

Il termine “settario” comparve durante le guerre di religione ed imprime una connotazione fortemente peggiorativa. Viene applicato ai membri di una setta caratterizzata da intolleranza, adesione cieca e mentalità ristretta.
Il linguaggio moderno è stato influenzato fortemente da questa connotazione peggiorativa: oggigiorno il termine “setta” fa riferimento a minoranze religiose o a movimenti psudo-religiosi di recente apparizione, secessionisti o meno.

Alcune definizioni:

“Gruppi che mirano ad operazioni di destabilizzazione mentale allo scopo di ottenere dai loro seguaci un’obbedienza incondizionata, riduzione dello spirito critico, rottura con le referenze comunemente accettate (etiche, scientifiche, civiche, educative), e che implicano pericoli per libertà personale, per la salute, l’educazione e le istituzioni democratiche. Questi gruppi usano maschere filosofiche, religiose o terapeutiche per dissimulare i loro obiettivi, e influenzare e sfruttare i seguaci”

L’analisi assai completa e ben realizzata consegnata da Informazioni Generali mantiene una definizione di setta basata sui presunti pericoli dei vari movimenti, dedotta essa stessa dall'esistenza di uno o più indicatori tra i seguenti: destabilizzazione mentale, richieste finanziarie esorbitanti, rottura con l’ambiente d’origine, attacchi all’integrità fisica, arruolamento dei minori, linguaggio antisociale, disturbo della legge e dell’ordine, dispute legali, intralcio dei circuiti economici, infiltrazione dell’autorità pubblica. Su queste basi sono state elencate associazioni che rispondevano ad almeno uno di questi criteri


DA: DOSSIER SULLE SETTE – MINISTERO DEGLI INTERNI 1998

Il termine “setta”, deriva dalla radice del verbo latino “sector” (rafforzativo di sequor = seguire), originariamente indicava l’insieme dei “seguaci” di un maestro di vita o di una data scuola di pensiero (sectae, ad esempio, era quella degli Aristotelici, degli Stoici e degli Scettici). Successivamente, però, prevalse l’etimologia che lo ricollocava al verbo “secare” (tagliare, staccare), e quindi cominciò ad essere utilizzato per indicare le congreghe di natura ereticale, distaccatesi, appunto, da una chiesa madre, assumendo una valenza sostanzialmente negativa.


Da: Vocabolario della lingua italiana G. Devoto – G.C. Oli

Setta: Associazione caratterizzata da distinzione o separazione ideologica nei confronti di una dottrina.