A.R.I.S. Toscana

 

 

EFFETTI DELL'ADESIONE AI TESTIMONI DI GEOVA SUI MINORI
Introduzione
L'individuo, durante la sua evoluzione, è impegnato nella realizzazione di una serie di compiti, quali:
1. Apprendere cognitivamente


2. Inserirsi, sviluppandosi, nel contesto fisico, sociale, culturale, che lo accoglie


3. Adattarsi attivamente con la flessibilità che gli è specifica


4. Elaborare in esso le esperienze e trovare anche il modo di neutralizzare quelle negative che ha dovuto subire .


Questo sviluppo apprendimentale non è facile, in quanto è in relazione al mondo dei rapporti, che prima della scuola è dato dalla famiglia, che a sua volta ha fornito una serie di sollecitazioni e di condizionamenti che il bambino ripropone poi nella scuola.
L'obiettivo educativo consisterebbe, quindi, nel favorire la costruzione di una sana identità nell'ambito di una normalità, intesa come possibilità di riuscire ad esprimere il massimo delle nostre potenzialità.
La capacità del bambino di sfruttare le proprie doti intellettive, di capire quali sono le strategie migliori di lotta creativa, di produrre tutta una serie di possibilità che adopererà, di acquisire informazioni, è dunque in stretta relazione alle prime esperienze di interazione sociale che egli ha fatto.
Alcuni stili educativi o esperienze relazionali, rischiano di turbare il naturale percorso evolutivo, favorendo l'origine di forme di disagio.
Per l'adesione dei genitori ad alcuni culti distruttivi, nella fattispecie quello dei TdG, tende a inficiare il raggiungimento dei suddetti compiti evolutivi.

Un esempio di disagio: quando il bambino è Testimone di Geova
Infatti lo stesso CD interviene attivamente nel privilegiato rapporto fra genitori e figli, imponendo, attraverso le varie pubblicazioni, le sue modalità educative.
I genitori vengono così confinati al ruolo di arbitri del settore educativo, impegnati esclusivamente, con la supervisione degli Anziani di Congregazione, ad evitare che i bambini in evoluzione possano allontanarsi dalla verità.

"Una cosa essenziale per aiutare i vostri figli a scegliere Geova è iniziare presto. Nella maggioranza dei casi, le impressioni ricevute e le lezioni apprese quando il cuore è tenero e ricettivo rimarranno per tutta la vita. Perciò cominciate presto a parlare ai vostri figli della bontà di Geova e dell'apprezzamento per ciò che egli ha fatto. (…) l'ubbidienza e il rispetto per Geova e per la sua adorazione sono alcune delle qualità che si devono inculcare presto nella vita. E' rincorante vedere bambini in età prescolare, che nelle adunanze cristiane si sforzano di prendere brevi appunti e di consultare i versetti nella loro Bibbia o che vanno in bagno con un genitore a sciacquarsi la faccia con l'acqua per non addormentarsi. (…)" da La Torre di Guardia, 1° Ottobre 1994, pag. 27

L'addestramento comincia subito e implica oltre alla lettura delle riviste a cui il bambino appena nato viene abbonato, anche la doverosa partecipazione al servizio di campo e a tutte le attività della congregazione.

"Una parte essenziale di tale propaganda (d'insegnamento progressivo) dovrebbe essere l'addestramento nel ministero pubblico dalla tenera età. Rendetela un'esperienza piacevole, preparando vostro figlio a parteciparvi in maniera significativa" La Torre di Guardia del 1-8-88, pag. 15.

Il CD incita anche gli Anziani a coinvolgere i ragazzi nelle attività di congregazione, in quanto è convinto che l'acquisizione di un ruolo e l'adempimento di un compito possano favorire il mantenimento dei ragazzi nel gruppo.

"Fateli sentire desiderati e necessari nella congregazione. Aiutateli a capire che possono essere utili e di incoraggiamento per altri con la loro presenza e partecipazione alle adunanze e al servizio di campo. Ingegnatevi di trovare qualche compito da affidare ai giovani esemplari, ad esempio reggere i microfoni, riordinare i bagni dopo ogni adunanza e mettere a posto le sedie (…) Suggerite loro mete raggiungibili, come il partecipare ogni settimana al servizio di campo o commentare ad ogni adunanza. Parlate loro dell'opera di pioniere ausiliario, del servizio missionario e alla Betel. Uscite con loro nel servizio di campo. Aiutateli a fare progresso nelle varie fasi di questa attività (…) " da Prestate attenzione a voi stessi e a tutto il gregge, p. 24

Nel caso in cui le modalità educative dolci non diano gli effetti sperati, il CD consiglia di usare la disciplina.

"Le sculacciate possono salvare la vita a un bambino, poiché la Parola di Dio dice: 'non trattenere la disciplina dal semplice ragazzo. Nel caso che tu lo batta con la verga, non morrà. Con la verga tu stesso dovresti batterlo, per liberare la sua medesima anima dallo stesso sceol' (…) se i genitori hanno a cuore la vita dei figli, non tralasceranno, per debolezza o trascuratezza, di impartire la disciplina. L'amore li spingerà ad intervenire, con saggezza e imparzialità, quando è necessario" da Come rendere felice la vita familiare, pp. 132-133

L'atteggiamento spesso esigente e poco spontaneo dei genitori nei confronti dei propri figli, quindi, non corrisponde più ad una accettazione delle loro necessità. Infatti i genitori Testimoni di Geova tendono a ridurre al minimo l'espressione dei bisogni dei loro figli e ad indurli al rispetto delle norme 'religiose' del CD ad ogni costo.
I bambini, quindi sono condotti a tutte le adunanze sin dai primi mesi della loro vita, affinchè si abituino ad ascoltare i discorsi senza disturbare per tutta la loro durata (anche se si tratta di assemblee che durano diverse ore del giorno!!!)
Inoltre viene loro subito regalato il kit da predicatore (valigetta, bibbia, a misura di bambino) in modo tale che, una volta autonomi, giungano in Sala come degli ometti. I bambini più irrequieti, inoltre, vengono fatti accomodare davanti nelle Sale del Regno e spronati a rispondere alle domande del predicatore di turno.
Se la famiglia poi è religiosamente divisa, i figli (orfani spirituali) devono comunque essere istruiti secondo la fede geovista, in quanto non è assolutamente tollerata dal CD un'educazione religiosa libera, perché esso non ammette alcuna validità alle altre fedi, definite sataniche.
Se durante i primi momenti di vita i bambini TdG eseguono in maniera del tutto naturale la strada che i genitori tracciano, anche se con qualche disguido nel percorso, (difatti gli ex denunciano spesso l'insofferenza che hanno vissuto da piccoli nello stare ore ed ore ad ascoltare cose che non sempre interessano, e a prender appunti, che poi i genitori vanno a controllare per verificare il grado di attenzione) è particolarmente durante gli anni della scuola dell'obbligo, che essi manifestano i loro primi disagi, ravvisabili nelle relazioni con insegnanti e compagni e nelle normali attività didattiche.
E' difatti proprio in questo periodo che il bambino comincia a comprendere che il mondo in cui è vissuto sin ora è troppo diverso, come stile di vita e come ideali proposti, dalla realtà esterna.
Gli viene imposto di:
· Non partecipare alle festicciole di compleanno dei propri compagni
· Mettersi in disparte quando tutti in classe si scambiano gli auguri di Natale e di Pasqua, salutandosi allegramente prima delle vacanze
· Non preparare lavoretti di gruppo per le varie festività
· Astenersi dal partecipare ad attività extrascolastiche (es. gite, recite, giochi di gruppo, …), in cui rischierebbe di trovarsi in situazioni che potrebbero allontanarlo dalla fede
· Alzarsi e andar via quando in classe entra l'insegnante di religione o l'educatore alla sessualità ed affettività.

Questi ed altri impedimenti a cui il bambino Testimone è soggetto, gli creano delle enormi difficoltà a confrontarsi con i suoi simili e ad acquisire il senso di appartenenza alla comunità umana.
I bambini TdG difficilmente esporranno a parole il loro disagio, ma attraverso delle modalità comportamentali lo esprimono chiaramente. Alcune insegnanti hanno difatti osservato bambini TdG, che quando erano allontanati dalle classi durante i momenti di discussione religiosa, assumevano comportamenti bizzarri al fine di richiamare l'attenzione di tutti su di loro. Addirittura una bambina di 1^ elementare, durante l'ora di religione, costretta a seguire l'insegnante di studi sociali, scappò nel bagno e si denudò.
I fuorusciti di seconda generazione dal gruppo denunciano comunque la difficoltà derivata dal sentirsi diversi da tutti gli altri. (Si pensi che la popolazione dei bambini TdG che frequenta la scuola è proprio minima, specie man mano che si avanza nei livelli scolastici).
Il CD, consapevole delle difficoltà che il vissuto di diversità
Essere e percepirsi diversi dagli altri può comportare sentimenti sia di superiorità sia di inferiorità, a seconda che la diversità sia vissuta come qualcosa di cui andar fieri oppure di cui vergognarsi.


L'effetto di tali vissuti emotivi è ravvisabile nella tendenze, da parte dei bambini Testimoni, ad adottare, nelle loro interazioni, duplici e contrastanti modelli comportamentali.
Nella Congregazione in cui ho effettuato la mia ricerca, ho potuto verificare che i bambini presenti, di età compresa fra 5 e 15 anni circa, mostravano tendenzialmente un atteggiamento mite, poco litigioso, ma nel contempo poco affettuoso e privo di curiosità, di iniziativa e di spontaneità.
Essi sembravano aver investito il ruolo di adulti responsabili, con la loro copia della Bibbia e la valigetta di piccole dimensioni, proprio a loro misura.
Al contrario, i loro compagni di classe e i loro insegnanti, hanno evidenziato aspetti differenti nella interazione con gli stessi bambini Testimoni di Geova, quali la difficoltà a controllare i propri impulsi e la propria aggressività, e dal punto di vista didattico scarsi profitti. Probabilmente tutto ciò è dovuto alla loro continua presa di coscienza dell'impossibilità di partecipare ad ogni momento dell'attività scolastica e alla visione negativa che essi stessi hanno dei propri compagni del mondo, frutto del continuo indottrinamento ricevuto.
Tutto ciò produce un senso di inadeguatezza nel bambino, che man mano si isola dai suoi compagni, finendo per essere ghettizzato.
Gli stessi insegnanti spesso non comprendono le cause profonde di questa condotta e attraverso richieste sempre più esigenti, contribuiscono alla chiusura del loro discente.
Analisi di un caso: il piccolo Sam
Caso emblematico di tale tipo di contesto emotivo è quello di un bambino Testimone di Geova di cui mi sono personalmente occupata.. Il nome qui di seguito attribuitogli non è quello reale, al fine di tutelarne la privacy.

Sam, mi viene segnalato dalle insegnanti come un bambino estremamente introverso e con scarse capacità comunicative e relazionali.
Egli ha 9 anni e frequenta la IV elementare, le insegnanti però avrebbero voluto bocciarlo gli anni precedenti per scarso rendimento.
A scuola Sam si manifesta estremamente solitario e taciturno, è schivo nei confronti dei compagni e delle insegnanti, esegue tutti i compiti diligentemente, anche se con molti errori, ma presenta delle forti difficoltà nelle materie orali, specie quando deve parlare di fronte alla classe. Solitamente in queste rare occasioni egli si chiude in un mutismo quasi autistico e le maestre sono costrette a mandarlo al suo posto.
I genitori, che solitamente dissertano le giornate di incontro con gli insegnanti, quando furono interrogati sul perché di tale comportamento, sostennero che Sam a casa al contrario è vivace e scatenato e loro stessi fanno fatica a metterlo in riga.
Le insegnanti non riescono a comprendere questa sua doppia vita e mi chiedono espressamente di indagare sulla personalità di Sam, per aiutarle a pianificare un intervento educativo specifico.
Le maestre sostengono che la famiglia di Sam faccia parte del gruppo dei Testimoni di Geova, infatti hanno intravisto diverse volte, madre e figli, nel primo pomeriggio, vestiti di tutto punto ad adempiere al servizio di propaganda di casa in casa.
Sono convinte pertanto che tale attività quotidiana distolga Sam dall'eseguire i pomeridiani impegni scolastici. Difatti Sam svolge esclusivamente i compiti scritti, che presenta l'indomani pieni di errori, perché non seguito da nessuno a casa. Quando le maestre lo sorprendono impreparato alle materie orali, balbettando sostiene di non aver fatto in tempo ad imparare, poi non parla più.
Le maestre, pur non conoscendo il modus vivendi dei Testimoni di Geova, avvertono che alla base del suo strano comportamento vi sia l'obbligo di aderire a delle rigide regole di vita ed ipotizzano che queste possano in qualche modo influire sulla crescita del bambino.

E' impossibile cominciare un dialogo con Sam, perché si rifiuta di parlare con estranei: mi limito quindi ad approfondire la sua personalità attraverso gli strumenti diagnostici che utilizzo di frequente nella mia professione.

I risultati del test di personalità (CPQ) che gli somministro, evidenziano un profilo alquanto problematico.
Il suo Io appare disturbato da sentimenti di inadeguatezza e di instabilità emotiva, per questo egli si mostra molto obbediente e sottomesso; appare inoltre riservato, lento e con difficoltà ad esprimersi, ed emerge in lui un fondamentale sentimento di solitudine con tendenza al senso di colpa.

Le insegnanti mi mostrano inoltre alcuni suoi quaderni, sostenendo che ultimamente trovano molta difficoltà a leggere quanto scrive.

Scritto su righe

Fig. 1

Dal punto di vista grafologico, difatti, colpisce immediatamente la ridotta dimensione della sua scrittura (fig. 1) rispetto all'età, caratteristica accentuata dalla strettezza delle lettere. Tali indici evidenziano scarsa duttilità, tensione ed irrequietezza e una riduzione delle spinte estroversive.
L'eccessivo spazio tra le parole e tra le righe denotano, in questo contesto, una situazione di isolamento e di disorientamento che Sam vive rispetto al mondo circostante.
Insicurezza, inibizione e tormento personale sono inoltre evidenziati dal ritmo incerto della scrittura, che Sam cerca di attenuare attraverso il controllo della forma.
Le lettere dello scritto inoltre si addossano l'una all'altra evidenziando una difficoltà nel procedere, significativa di ansie e timori: è quasi come se Sam trattenesse il respiro per oppressione mentre fa qualcosa.







Testo Libero

Fig. 2



L'esigenza di controllo e di aderire a certe norme, che gli diano dei punti di riferimento, viene evidenziato anche dalle righe che Sam traccia a matita sul foglio bianco per poter procedere in maniera lineare (Fig. 2).
La pendenze delle lettere e soprattutto delle aste prevalentemente a sinistra, evidenziano tensione e certa diffidenza pregiudiziale.
L'insieme di queste caratteristiche, oltre a dare l'impressione di una compressione della personalità in via di sviluppo, evidenziano il manifestarsi di una difesa che Sam assume nei confronti dell'ambiente in cui vive e da cui si sente minacciato: egli sembra difendersi facendosi guardingo e sfuggente e celando i suoi veri stati d'animo.
L'adesione alla norma poi, rappresentata dalla tendenza a mantenere un rigo immaginario, a curare la forma della scrittura e ad iperstrutturare lo spazio, costituisce, per lui, l'unica garanzia di essere accettato.
Il rigonfiamento delle asole degli allunghi superiori delle lettere (l, f, h, …) e la leggera tortuosità delle aste delle 't', tradiscono un moto di ribellione nei confronti delle direttive che sente lesive delle sue esigenze fondamentali e dei suoi interessi.




Disegno



Fig. 3

Il disegno (fig. 3) ci permette di avere un'ulteriore conferma di quanto sopra affermato, infatti la figura umana, che rappresenta se stesso, presenta aspetti regressivi e stereotipati.
Il personaggio è disegnato isolato nella parte inferiore del foglio ed è colorato di giallo, colore indicativo di tensioni all'interno della propria famiglia.
Fanno da cornice al tutto un filo di erbetta in basso, una fascia di cielo in alto e due alberi ai lati. Tale rappresentazione può essere interpretata come un senso di prigionia vissuto dal soggetto.
Gli spazi bianchi sono molti ed evidenziano ancora una volta le sue inibizioni e la sua introversione.

Dal contesto si evince che Sam sta crescendo in un ambiente dove prevale l'adesione a regole rigide e dove riceve continue richieste, alle quali si trova costretto a rispondere adeguatamente. Il suo ambiente comunicativo, quindi, richiede e si aspetta comportamenti non consoni alla sua struttura, forzando di fatto la sua natura e provocando dei conflitti nella dinamica della personalità di Sam, contribuendo quindi all'aumento dello stato di insicurezza ed ansia e promuovendo risentimenti eccessivi, che peseranno sul suo futuro relazionale.
Probabilmente la ribellione cova come reazione a tutto lo stato di compressione emotiva in cui si trova costretto a vivere, che rende la sua vita simile ad una condizione di prigionia insensata.
Certamente l'evoluzione non è terminata, e Sam, adeguatamente sollecitato, potrà conquistare serenità e fiducia in se stesso. Ma se il clima familiare non cambia e soprattutto se non subentra l'influenza di altri fattori ambientali modificanti, Sam non riuscirà ad affrontare opportunamente le situazioni di vita, divenendo troppo irrigidito nelle sue posizioni.


Considerazioni conclusive
Attraverso l'analisi del caso di Sam, è stato possibile osservare come il comportamento di un bambino che, visto in un'ottica individuale, può apparire completamente negativo e controproducente, analizzato in una prospettiva più ampia (per es. esaminando il significato di alcuni stili educativi) può diventare comprensibile come strategia di fronteggiamento nei confronti delle sue difficoltà profonde.
Mettere a conoscenza delle dinamiche educative sopra esposte gli operatori di quei contesti educativi territoriali in cui l'educazione è l'obiettivo principale (scuola, parrocchie, consultori, …), favorirà il recupero di certi disagi vissuti dai ragazzi in evoluzione, che vivono in movimenti religiosi alternativi.
Intervenendo con cognizione di causa al momento giusto li si aiuterà ad espandere le proprie potenzialità e a correggere o attutire gli effetti di influenze scaturite da un impatto non ottimale e spesso mal incanalato con l'ambiente.

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